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Benvenuti e Domande Patreon Giugno 2025

Ciao! Grazie di sostenere la causa Reaperiana,

lascia qui sotto le tue domande del mese, risponderò con un videomessaggio

riassunto dei mesi precedenti piu' link utili (MENU)
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Accesso ai video su patreon, domande qui sotto, vlog segreto, ingresso chat telegram
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Comments

Ciao Francesco. Per Questa terza domanda del mese ( probabilmente per il prossimo), parto da una premessa. E' una domanda mattone. Ci vuole un momento di pazienza per contestualizzare la visione e condividerla con chi legge. (la domanda alla fine) Dopo aver visto un video che analizza la musica che caratterizza la nostra epoca (su youtube Perché la MUSICA di PLASTICA VINCE SEMPRE (e come fermarla) ), e alcune riflessioni riguardo le produzioni musicali sempre più a portata di IA, è evidente che la combinazione di musica nata per algoritmi e musica prodotta a tavolino, non può che portare ad un unico risultato: il mercato musicale scarta la creatività perchè inutile e anche le persone diventano inutili. Il lavoro del producer diventa inutile, il fonico diventa inutile etc.... In tutto questa tendenza di pessimismo, mi chiedo come superare la dipendenza da quegli strumenti che hanno messo le radici nella società (o community), e quindi far sopravvivere quella che è il piacere nel fare musica e condividerla comunque con più persone. Una definizione di questo periodo potrebbe essere il Burnout musicale. Al momento vedo due possibili orizzonti: 1. Continuare a fare musica aderendo alle regole della produzione di oggi e ignorando gli effetti nel lungo periodo nella società (professione artistica, fruizione ascolti, politiche) 2.Creare un contesto di ascolto con l'intento di rovesciare alcune abitudini o comodità che fortemente influenzano la visione del musicista (sia dal punto di vista dei fruitori, sia di chi la suona) In tutto questo ricordo quando nel tuo canale progettavi l'idea di Union Reaper e le difficoltà emerse per cui il progetto non ha avuto seguito. La domanda è come alimentare l'abitudine a collaborazioni anche nel mondo del home recording? Cioè come alimentare una visione genuina della musica non rivolta alle regole del risparmio di tempo, costi e obiettivi da raggiungere. E' una domanda difficilissima, e più che una risposta mi aspetto qualche gancio che possa creare una sorta di corto circuito da questa dipendenza delle facilitazioni e dei facili ascolti.

Christian

Ciao Fra, domanda tardiva di giugno: sono stato costretto a registrare alcuni pezzi con un piano digitale, e purtroppo si sente… Come trattarlo per farlo sentire meno digitale e più acustico? L'acustico ha un riverbero più naturale e imprevedibile, e l'accordatura non è mai asetticamente perfetta, quindi si creano battimenti e sfasature che nel digitale non ci sono (senza contare il diverso decadimento del suono, il pedale…) Ho provato con flanger e saturatori vari, ma mi escono sempre effetti "complessivi", troppo "grossolani" quindi paradossalmente ancora meno credibili/naturali. Ho Melodyne Studio (quello polifonico), ma anche provando ad imporre alterazioni minime a ciascuna altezza, il risultato che ottengo non è convincente (forse perché non riesce ad influenzare tutta la catena di armonici di ogni singola nota). Ho anche iZotope RX, potrebbe essermi d'aiuto in qualche tecnica che non conosco? Grazie in anticipo. (P.S. Tra i plugin più "strani" che ho c'è Zynaptiq Unchirp, secondo te potrebbe esser utile usato "a rovescio" - cioè creando artefatti?)

Adri


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