Una vita immobile. Che dolce paradosso, che pericolosa illusione! Ne cado vittima ogni volta che poso per voi, ogni volta che freno il mio respiro, contraggo i muscoli e fisso lo sguardo senza vedere nulla; il momento si dilata mentre attendo il suono dello scatto, e poi torno ad essere libera. Torno ad essere viva. Tutto in me si muove, tutto fugge dalla messa a fuoco, eppure nelle mie fotografie io divento infinita, immortale - ma per farlo devo mettere un fermo al mio vivere. Un sacrificio che compio volentieri, ma che a volte mi disorienta. Sì, perché tra una foto e l'altra io esisto, evolvo e devolvo, mi espando e restringo, mi sporco e mi coloro, e divento cose che un momento dopo non sono più; non sono più a meno che io non scatti una foto, e voi sapete che ne scatto molte. E quindi il disordinato insieme del mio essere si rivela talvolta frammentato, frantumato in milioni di pixels, che non potrebbero essere più sinceri nel loro mentirmi.
Foto tratta da uno dei miei set di Maggio 2024